Piante Madri

Enotria fin dall’inizio ha deciso che una delle condizioni fondamentali per produrre barbatelle di ottima e costante qualità consiste nel coltivare e condurre in prima persona i materiali di moltiplicazione con particolare riguardo alle marze.

Per questo motivo ha sempre investito notevoli risorse ed attualmente Enotria gestisce direttamente circa 12 ettari di Piante Madri Marze in cui sono collocati tutti i cloni originali Enotria, i principali cloni di altri costitutori pubblici italiani e stranieri ed inoltre una serie di biotipi custodi della variabilità genetica intra varietale.

L’esperienza e l’affidabilità dimostrata i questi anni da Enotria ha fatto sì che attualmente è “avente causa” anche di alcuni cloni di costitutori pubblici. I cloni coltivati sono oltre 150,  le varietà sono circa 140 ed i biotipi circa 200 distribuiti su 7 appezzamenti in 3 diversi comuni garantendo non solo la completa autosufficienza sull’approvvigionamento delle marze ma anche la possibilità di rendere disponibile una quota dei materiali per altri vivaisti.

Enotria, in collaborazione con l’Università di Firenze, sta inoltre omologando 4 nuovi cloni di portinnesto ed attualmente gli impianti di Piante Madri Portinnesti delle principali varietà (K5BB, 1103P, 110R, SO4, 420A) coltivati direttamente sono circa 7 ettari in 3 diversi appezzamenti.

Tutti gli impianti sono collocati in zone a bassissima densità viticola garanzia di una ridotta pressione fitopatologica e vengono coltivati sotto un rigido protocollo di difesa fitosanitaria allo scopo di massimizzare la produzione di marze e talee sane e ben lignificate.

Ogni anno i campi di Piante Madri Marze e Portinnesti vengono ispezionati dai Servizi Fitosanitari per verificarne il mantenimento dello stato sanitario in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa vigente (D.M. 8 Febbraio 2005 e D.M. 7 Luglio 2006 di recepimento della Direttiva Europea 2002/11 CE del 14 Febbraio 2002)